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November 27 Dimmi che capelli hai...e ti dirò chi sei!Il linguaggio dei capelli Cambiare pettinatura non è solo questione di look: equivale a creare un’immagine del tutto nuova di se stessi, da presentare agli altri. Lanciano messaggi, rivelano le nostre idee e le aspirazioni più segrete, spiegano al mondo chi siamo e cosa vorremmo essere. Provate a descrivere una persona Nel novanta per cento dei casi si inizia dal colore, dal tipo o dalla pettinatura dei capelli (più o meno lunghi, più o meno ricci...). È sufficiente questo piccolo esperimento per comprendere quanto è importante per noi la foggia della capigliatura: contribuisce a delineare la nostra personalità o almeno è questa l’impressione che ha chi ci guarda. Per questo, cambiare pettinatura equivale a non farsi riconoscere, o a crearsi una nuova identità.
Linguaggio del corpo Lo sanno bene gli esperti di linguaggio del corpo, come Francesco Padrini, psicoterapeuta, che spiega «All’inizio della storia dell’uomo i capelli erano un segnale di specie: vedendo le lunghe chiome (che le scimmie non hanno) i nostri antenati riconoscevano da lontano i propri simili. Ma per distinguere i maschi dalle femmine occorreva guardare la distribuzione della peluria sul resto del corpo. Con l’invenzione dei vestiti, la lunghezza dei capelli e la loro acconciatura (non solo nella civiltà occi-dentale) sono diventate un segnale sessuale. E lo sono rimaste fino a pochi decenni fa. È naturale che ancora oggi con i capelli si lancino messaggi agli altri». Capelloni Non a caso i capelli sono stati usati come segnale dirompente nelle società e nei momenti storici in cui tutti si pettinavano allo stesso modo: è soprattutto in queste occasioni che la capigliatura si è trasformata in un messaggio forte e chiaro. Lasciar scendere morbidi boccoli su spalle mascoline (come facevano gli hippy negli anni ’70) era un modo per denunciare il culto dell’apparenza, tipico della società borghese; e scolpire i capelli a forma di cresta verde (al modo dei punk negli anni ’80) indicava volontà di rompere le regole sociali. Ancor oggi, portare una capigliatura un po’ spettinata è segno di personalità fantasiosa e un po’ distratta. Al contrario, una testa sempre in ordine impeccabile è il segno distintivo di una persona di successo (una donna manager, per esempio). Status simbol Un taglio di capelli può indicare cioè uno status o l’appartenenza a un gruppo, una scelta di campo o una protesta sociale e culturale. Come mai? «Ognuno di noi si sente a proprio agio con una ben precisa immagine del proprio viso. È una “maschera” che spesso parte proprio dalla capigliatura, e comprende il trucco (per le donne) o il taglio della barba (per gli uomini). Tant’è vero che in caso di mutamenti di personalità (accade per esempio alle persone in terapia psicologica non appena imparano a convivere con le proprie paure), ci si taglia o ci si tinge i capelli» aggiunge Padrini. È anche per questo che nella società odierna, governata dalle mode, si tratta la propria chioma come un vestito: oggi può essere bionda, domani rossa o violacea. A seconda delle tendenze, certo, ma anche dell’umore del momento. Scienziati capelloni Trattamenti, lacche, lozioni, balsami funzionano? La loro efficacia viene messa alla prova con serietà scientifica, impiegando macchine studiate appositamente per misurare le qualità dei capelli.Ed è anche per questa ragione - il messaggio che dà la nostra chioma - che oggi nel mondo si presta particolare attenzione al benessere e alla cura dei capelli. Non che non ci fosse anche in passato, ma oggi la cura corre lungo i binari della scienza: più che parrucchieri, sono scienziati o supertecnici. Tra i loro strumenti di indagine, oltre a microscopi elettronici a scansione e apparecchi per la diffrazione a raggi X (che hanno permesso di scoprire la struttura molecolare delle proteine del capello), anche macchine in grado di elettrizzare, annodare, sbrogliare “scientificamente” una chioma, e perfino supporti adatti a coltivare capelli in laboratorio. Lo scopo? Elaborare prodotti (shampoo, tinture, lozioni) sempre più efficaci Scienziati capelloni Trattamenti, lacche, lozioni, balsami funzionano? La loro efficacia viene messa alla prova con serietà scientifica, impiegando macchine studiate appositamente per misurare le qualità dei capelli.
Capelli artificiali In questi laboratori sono state fatte scoperte sorprendenti: i capelli, per esempio, possono crescere in vitro. Il follicolo, coltivato sul “terreno” adatto (un liquido ricco di sostanze per nutrire le cellule), rimane attivo e si comporta per oltre 2 settimane come se fosse ancora nella pelle. Gli scienziati ne approfittano per trattarlo con varie sostanze, alla ricerca di composti che lo rendano più spesso (quindi più resistente) o che lo facciano vivere più a lungo (i capelli sani hanno una vita media di 2-6 anni, dopodiché cadono e si rigenerano nello stesso punto). Ma i capelli per laboratorio vengono anche comprati: i ricercatori preferiscono quelli “di convento” tagliati alle suore o rimasti sui loro pettini. Di solito non hanno mai subìto tinture o permanenti: ideali per studiare come si diffonde su di essi l’elettricità statica prima e dopo uno shampoo, o per essere colorati con nuovi prodotti. Alcuni studi, poi, riguardano le differenze tra i capelli di varie popolazioni. Fino a poco tempo fa, per esempio, si pensava che i capelli degli africani fossero crespi a causa della loro forma (a spirale strettissima). Ma non è così: il loro aspetto dipende dalla morfologia del follicolo pilifero che genera il capello. È curvo, e di conseguenza il capello africano è, in sezione, di forma ovale (i capelli lisci hanno invece sezione circolare e sono generati da follicoli cilindrici).
35 secoli di capigliature... e rimedi anticalvizie Nati come organi di senso e come protezione dal freddo, i capelli sono diventati un segno di identità fin dalle prime civiltà Il gusto per le pettinature elaborate? Non è certo nato ieri. Anzi, risale agli antichi Egizi. Già le pitture egizie di circa 1.500 anni a. C. provano l’esistenza di acconciature molto complesse. Normalmente gli uomini portavano i capelli corti e le donne lunghi.I sacerdoti si radevano completamente la testa in segno di purezza, mentre i giovani portavano la testa rasata con un ciuffo di capelli lunghi sul lato destro, raccolti in una treccia che ricadeva sulla spalla, chiamata “treccia della giovinezza”. Frivole matrone? E anche in Italia la moda “dei capelli” si è affermata prestissimo. La conquista della Magna Grecia suggerisce a romani e romane nuovi modelli per capigliature fino ad allora austere: si diffondono tra le matrone acconciature decorate con reticelle d’oro e fiori. Il Cristianesimo riporta una certa sobrietà: capelli corti per gli uomini e raccolti con bende per le donne. Solo in epoca feudale, le signore aristocratiche e le regine useranno portare i capelli sciolti sulle spalle, fermati con un diadema sul capo. Va poi di moda schiarire, arricciare e profumare i capelli. Parrucconi Nel Sei-Settecento, la parrucca diventa onnipresente: un codino legato con nastro di seta per gli uomini; per le donne riccioli appuntati sulla nuca e lunghi boccoli sulle spalle. Nell’Ottocento la cura per l’acconciatura si diffonde. Ma è dagli anni ’30 del Novecento che i cambiamenti del look subiscono la più impressionante accelerazione. Arriva il taglio “alla maschietta”, una provocazione delle donne che vogliono emanciparsi dalla vita domestica, e si diffonde la permanente.
3.500 anni di rimedi anticalvizie Egitto, 1550 a. C. La formula ritrovata su un papiro prescrive l’ingestione di una mistura di ferro, piombo, cipolla, alabastro e miele. Grecia, 420 a. C. Ippocrate consiglia di strofinare sul capo oppio, feci di piccione, rafano e barbabietola. minoxidil, prima terapia anticalvizie in lozione. Stati Uniti, 1880 Arriva miracolosa spazzola elettrica del dottor Scott: i suoi campi magnetici curerebbero (ma non è vero) calvizie, malaria, reumatismi, paralisi e stitichezza. Giappone, 1939 Il dottor Okuda, un dermatologo, effettua il primo trapianto di capelli umani. Usa, 1980 Vengono messi in commercio scarponi con ganci sulla suola per stare appesi a testa in giù, come pipistrelli. Dopo 30 minuti il maggior afflusso di sangue al cuoio capelluto dovrebbe far crescere i capelli. Stati Uniti, 1988 La Food and Drug Administration (Fda), l’ente che controlla i farmaci negli Usa, approva il Stati Uniti, 1995 Con applicazioni laser settimanali si ipotizza di far crescere i capelli scaldando il cuoio capelluto e migliorando la circolazione. Stati Uniti, 1998 L’Fda autorizza la finasteride, prima terapia anti-calvizie. November 10 La passione per l'uomo... |
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